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Avviati dalla squadra speciale della Guardia di Finanza controlli su tutto il territorio nazionale per la verifica sulle marcature CE dei serramenti.


«I controlli sono iniziati! A seguito di un periodo di prime verifiche sul campo, anche a seguito della nuova Legge n. 106/2017 avremo modo di fare controlli ad ampio spettro su tutto il territorio nazionale, al fine di individuare e reprimere eventuali illeciti per chi immette sul mercato serramenti privi di marcatura CE»


Sabato 30 marzo 2019, presso il Grand Hotel Vanvitelli a Caserta si è svolto il convegno:
Serramentista 4.0
Obblighi di legge e prospettive strategiche in collaborazione con S.I.A.C. (Sistema Informativo Anticontraffazione della Guardia di Finanza) e UNICEDIL

Ha condotto l'intervento, per la Guardia di Finanza, il T. Col. Pietro Romano Comandante della Sezione S.I.A.C. del Gruppo Anticontraffazione e Sicurezza Prodotti del Nucleo Speciale Beni e Servizi.
Nel corso del convegno il T. Col. Pietro Romano ha approfondito l'iter obbligatorio dei controlli presso i serramentisti italiani per la verifica della corretta marcatura CE dei serramenti.
Il Tenente Colonello ha in primo luogo però evidenziato che la falsificazione o l'assenza della marcatura CE va ad inserirsi nell'ambito non solo della concorrenza sleale ma soprattutto dei commerci ingannevoli e per tanto ricade all'interno dei campi di intervento della guardia di finanza quali: contraffazione, pirateria e sicurezza prodotti
La guardia di finanza a tutela della sicurezza dei prodotti e quindi degli acquirenti è presente sul territorio con un nucleo speciale che svolge attività conoscitive su specifici segmenti di mercato, analisi tattiche, investigative e operative.
Nel caso specifico del mondo del serramento il punto di partenza sono le normativa di riferimento l'unico vero ago della bilancia che permette di analizzare lo stato in Italia dei serramenti.
L'analisi investigativa svolta dalla squadra speciale della Guardia di Finanza (ossia il momento materiale del controllo) verifica che la normativa di riferimento sia effettivamente rispettata e quindi se i prodotti immessi nel mercato risultano regolari o meno.


Alla base delle operazioni e dell'elaborazione dei piani operativi nazionali c'è la logica della sicurezza partecipata; sullo stesso tavolo di lavoro devono essere presenti gli attori istituzionali e le aziende. Queste ultime infatti aiutano a capire quali sono le problematiche del settore per meglio indirizzare le attività di intervento da parte delle istituzioni. Il progetto da cui è nato il S.I.A.C prevede infatti nel suo portale web un apposito spazio di comunicazione dedicato alle aziende per dare modo anche «ai titolari delle privative industriali e intellettuali di collaborare attivamente all'azione di prevenzione e contrasto mediante l'invio di elementi informativi sui propri prodotti colpiti da condotte di contraffazione (immagini, schede tecniche, perizie, consulenze tecniche etc.) di pronta consultazione per gli organi di controllo operanti sul campo».


Non dimenticando che i controlli sulla sicurezza del prodotto spesso vengono affiancati da controlli fiscali e d'impiego, l'Iter dei controlli per la verifica del rispetto degli obblighi di leggi in materia di marcatura CE prevede 4 step:

  1. Richiesta da parte della Guardia di Finanza dell'esibizione del Manuale di Controllo in Produzione. Tale Manuale, che consiste in un piano dettagliato sul controllo di produzione in fabbrica è un documento che il serramentista è obbligato per leggere e redigere, pena una sanzione da 4 a 24 mila euro per ciascuna famiglia di prodotto.
  2. Richiesta da parte della Guardia di Finanza dell'esibizione dei Rapporti di Prova sul Prodotto Finito (nonostante la norma europea sancisca che ciascun prodotto deve essere certificato la norma nazionale parla genericamente di prodotti ma quella che vale è la stesura europea quindi ciascun prodotto messo in commercio deve essere certificato; su ciascun prodotto o famiglia di prodotti ci deve essere il rapporto di prova).
  3. Obbligo della marcatura. Fatte salve le eccezioni previste dal regolamento e dalla norma nazionale, il prodotto, per essere messo in commercio, deve essere certificato. La certificazione comporta la creazione di un archivio CE (in vero e proprio faldone contenente tutte le fatture dei prodotti venduti con indicazione della certificazione)
  4. Richiesta da parte della Guardia di Finanza dell'esibizione della Dichiarazione di Prestazione


L'iter di controllo rimane pressoché invariato anche in caso di Cascading. Il T. Col. Pietro Romano precisa inoltre che se i singoli pezzi sono certificati ma non c'è un contratto di Cascading valido il prodotto finale non si può considerare certificato anche se le sue parti prese singolarmente lo sono.
La squadra speciale della Guardia di Finanza sta ad oggi svolgendo su scala nazionale innumerevoli controlli. Ci sono in particolare in atto due sentenze degne di nota che fanno anche appello all'articolo 515 del Codice Penale. L'articolo del Codice Penale 515 parla di frode in commercio e si intende valido anche per la vendita di un prodotto aliud pro alio ossia la vendita di un prodotto per un altro. Il serramentista che vende un prodotto non certificato ma fa credere al committente che sia un prodotto marcato CE ricade in responsabilità penali. Amministrativamente ci sono due sentenze, una del Tribunale di Trento e una del Tribunale di Monza, che sul piano civile hanno riconosciuto la vendita di serramenti aliud pro alio. I giudici hanno sentenziato che in caso di cessione di serramenti non certificati il soggetto ha diritto al risarcimento del danno.