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L'agenzia delle Entrate estende l'Ecobonus del 50% per i serramenti  e il Sismabonus anche ai beni non strumentali

 

 

Con la Risoluzione n.34 del 25 giugno, di oggetto “Detrazioni per riqualificazione energetica (cd. ecobonus) e per interventi antisismici (cd. sisma bonus) – Applicabilità agli interventi eseguiti da titolari di reddito di impresa su immobili diversi da quelli strumentali”, l'Agenzia delle Entrate mette finalmente chiarezza rispetto ai perimetri di accessibilità delle detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica (ecobonus al 50% per i serramenti) e per gli interventi di riqualificazione antisismica (sismabonus). Infatti con questa Risoluzione viene chiarito che ecobonus e sismabonus sono sempre applicabili anche agli immobili merce, ovvero agli immobili detenuti dalle imprese con l'obiettivo di venderli o di affittarli.

L'Agenzia delle Entrate (dopo precedenti risoluzioni che circoscrivevano l'accessibilità dell'ecobonus e del sisma bonus solo ai beni strumentali), prende dunque finalmente atto di una sentenza della Cassazione del 2019 che affermava come l'obiettivo delle detrazione «che traspare con chiarezza dal testo normativo consiste nell'intento d'incentivare gli interventi di miglioramento energetico dell'intero patrimonio immobiliare nazionale, in funzione della tutela dell'interesse pubblico ad un generalizzato risparmio energetico». Non ci sono, allora, limitazioni «né di tipo oggettivo (con riferimento alle categorie catastali degli immobili), né di tipo soggettivo alla generalizzata operatività della detrazione». Ovvero AdE ammette che l'ecobonus debba spettare ai titolari di reddito d'impresa che effettuano gli interventi su immobili da essi posseduti o detenuti, «a prescindere dalla qualificazione di detti immobili come strumentali, beni merce o patrimoniali». Per ragioni di coerenza, poi, lo stesso beneficio deve essere riconosciuto anche agli interventi di messa in sicurezza che beneficiano del sismabonus.«Devono quindi ritenersi superate, per quanto attiene agli aspetti trattati, le indicazioni fornite con i precedenti documenti di prassi richiamati», dice l'agenzia. Anche perché in questa direzione è andato anche un parere del ministero dell'Economia, datato 26 febbraio.

 

Per scaricare la risoluzione nr. 34 dell'Agenzia delle Entrate clicca qui

 

fonte:Unicmi Notizie